Living Liguria | il pesto si conltiva sotto acqua a noli nemos garder 0 24 Aprile 2026

A Noli il pesto si coltiva sott’acqua: il progetto Nemo’s Garden che rivoluziona l’agricoltura

Categoria: News

In Liguria il pesto non è solo una tradizione, ma anche innovazione. A Noli, in provincia di Savona, esiste infatti una realtà unica al mondo dove il basilico,ingrediente simbolo della cucina ligure viene coltivato sott’acqua. Si tratta di Nemo’s Garden, un progetto che unisce tecnologia, sostenibilità e ricerca scientifica, trasformando il mare in una vera e propria serra naturale.

Quella che può sembrare un’idea futuristica è in realtà una sperimentazione concreta, attiva da oltre dieci anni, che oggi rappresenta uno dei casi più interessanti di agricoltura alternativa a livello internazionale.

Una serra sotto il mare a pochi metri dalla costa

Nemo’s Garden nasce a circa 80 metri dalla costa di Noli ed è composto da una serie di biosfere trasparenti ancorate al fondale marino. Queste strutture, riempite d’aria, creano un ambiente completamente isolato dall’esterno, dove è possibile coltivare piante terrestri in condizioni controllate.

All’interno delle biosfere si sviluppa un microclima sorprendentemente stabile. La temperatura e l’umidità restano costanti durante tutto il ciclo di crescita, creando condizioni ideali per lo sviluppo delle piante. Uno degli aspetti più interessanti è il processo naturale di gestione dell’acqua: l’acqua marina evapora, si condensa sulle pareti interne della cupola e viene raccolta sotto forma di acqua dolce, pronta per irrigare le coltivazioni.

Questo sistema permette di ridurre drasticamente il consumo di risorse e rende l’intero processo estremamente efficiente.

Il basilico sott’acqua: più aromatico e ricco di proprietà

Il primo esperimento risale al 2012, quando all’interno di una biosfera venne piantato un semplice seme di basilico. I risultati furono sorprendenti fin da subito. Già l’anno successivo, le analisi dimostrarono che le piante cresciute sott’acqua presentavano una concentrazione di oli essenziali superiore del 20% rispetto a quelle coltivate in superficie.

Questo significa un basilico più intenso, più profumato e con caratteristiche organolettiche uniche. Un dettaglio che, in una regione come la Liguria, dove il pesto è parte integrante dell’identità gastronomica, assume un valore ancora più significativo.

Non si tratta quindi solo di una curiosità scientifica, ma di una vera evoluzione del prodotto simbolo del territorio.

Come funziona la coltivazione nelle biosfere

All’interno delle cupole subacquee non viene utilizzato il terreno. Le piante crescono grazie alla coltivazione idroponica, una tecnica che consente di nutrire direttamente le radici attraverso soluzioni ricche di nutrienti.

Questo approccio elimina completamente l’uso di pesticidi e riduce al minimo gli sprechi. Il sistema è inoltre modulare, composto da più biosfere indipendenti, che permettono di testare diverse colture e condizioni ambientali.

Il controllo dell’ambiente è uno degli elementi chiave del progetto. La stabilità del microclima consente alle piante di crescere in modo più uniforme e prevedibile, riducendo l’impatto di fattori esterni come sbalzi di temperatura o condizioni meteorologiche avverse.

Un progetto nato per rispondere alle sfide globali

Dietro Nemo’s Garden non c’è solo sperimentazione, ma una visione precisa. Il progetto nasce nel 2012 da un’intuizione dell’ingegnere Sergio Gamberini, con l’obiettivo di trovare soluzioni concrete ai problemi che stanno mettendo in crisi l’agricoltura tradizionale.

Tra questi, il cambiamento climatico, la scarsità di acqua dolce e la riduzione delle superfici coltivabili. Oggi l’agricoltura consuma circa il 70% delle risorse idriche globali, un dato che rende evidente la necessità di modelli alternativi più sostenibili.

La coltivazione subacquea si inserisce proprio in questo contesto, offrendo una risposta innovativa e potenzialmente replicabile anche in altre aree del mondo.

Noli al centro dell’innovazione ligure

Il fatto che tutto questo accada in Liguria non è casuale. Noli, con il suo mare limpido e le sue caratteristiche ambientali, rappresenta il contesto ideale per questo tipo di sperimentazione.

Ma c’è anche un valore simbolico. Portare l’innovazione proprio su un prodotto iconico come il basilico significa creare un ponte tra tradizione e futuro. La Liguria, da sempre legata alla sua identità gastronomica, diventa così anche un laboratorio di ricerca e sviluppo.

Nemo’s Garden non è solo un progetto tecnologico, ma un esempio concreto di come il territorio possa evolversi senza perdere le proprie radici.

Il futuro del pesto potrebbe partire dal mare

Oggi il basilico coltivato nelle biosfere resta una produzione sperimentale, ma i risultati ottenuti aprono scenari interessanti. La possibilità di ottenere prodotti più intensi, coltivati in modo sostenibile e con un impatto ambientale ridotto, rappresenta una prospettiva concreta per il futuro dell’agricoltura.

In un mondo in cui le risorse sono sempre più limitate, soluzioni come questa potrebbero diventare fondamentali. E la Liguria, ancora una volta, si conferma un territorio capace di innovare partendo dalla propria identità.