Forti di Genova: il trekking dal Righi tra mura e panorami
Bastano pochi minuti di funicolare per lasciare i vicoli del centro e ritrovarsi su un crinale d'erba, con il porto ai piedi e le fortezze che si susseguono una dopo l'altra. Il trekking sui forti di Genova unisce natura e storia: il percorso che parte dal Righi segue le Mura Nuove del Seicento e tocca Castellaccio, Sperone, Puin e Fratello Minore, fino al Forte Diamante, il più alto e il più isolato della cerchia.
È un'escursione che i genovesi conoscono bene e che in luglio conviene fare di mattina presto, quando la tramontana tiene l'aria fresca e la luce è ancora morbida.
Tutto si svolge dentro il Parco delle Mura, l'area naturale protetta d'interesse locale che dal 2008 tutela 617 ettari di colline tra la val Bisagno e la val Polcevera, le due valli principali della città.
Trekking sui forti di Genova: come si arriva al Righi
Il punto di partenza classico è largo Giorgio Caproni, il piazzale davanti al capolinea a monte della funicolare Zecca-Righi, a circa 300 metri di quota. La funicolare, gestita da AMT, parte da piazza della Zecca e risale la collina con fermate intermedie: nata tra il 1895 e il 1897 in due tronchi separati, è stata unificata negli anni Sessanta e rinnovata del tutto nel 1990. Dopo la revisione speciale del 2025 è tornata in servizio ad agosto dello stesso anno.
Prima di partire conviene controllare orari ed eventuali variazioni sul sito di AMT Genova. Chi preferisce salire a piedi può seguire le antiche creuze: dalla Zecca per salita Carbonara, salita San Nicolò e salita Superiore San Simone, oppure dall'Acquario passando per Castelletto, salita San Gerolamo e salita Emanuele Cavallo.
Castellaccio e Sperone, la prima salita
Dal Righi si prende via del Peralto, che scavalca con un ponte il fossato della prima cinta del Forte Castellaccio e prosegue nel bosco lungo l'edificio. Il forte nasce nel Trecento come torre fortificata ed è stato rimaneggiato nel Settecento e poi nell'Ottocento sotto i Savoia. Da lontano si nota soprattutto la Torre della Specola, ottagonale, costruita tra il 1817 e il 1820.
La strada passa accanto alla Casetta Rossa e si allarga sul bastione delle mura: qui il panorama si apre sulla mole spigolosa del Forte Sperone, sul mare e sulla val Bisagno. Lo Sperone occupa il punto più alto delle Mura Nuove, a oltre 450 metri: eretto nel Trecento, ampliato nel Seicento e durante la guerra del 1747, fu completato dai Savoia. Lungo questo primo tratto conviene ignorare le indicazioni per "Baracche", che portano direttamente verso il Diamante.
Dal Puin al Diamante, il cuore del percorso
Scendendo dallo Sperone si incontra il "Cancello dell'Avvocato", un varco nelle mura da cui parte il sentiero verso nord. Qui il paesaggio cambia: pochi alberi, erba bassa, il vento che soffia sul crinale tra val Polcevera e val Bisagno. Camminare tra le fortificazioni significa anche questo: ore in un ambiente quasi di montagna, a due passi dalla città.
Le tappe principali di questo tratto sono:
- Forte Puin, costruito tra il 1815 e il 1831 sui resti di una ridotta del 1742, in posizione molto panoramica. È di proprietà privata dal 1963 e si osserva dall'esterno.
- Forte Fratello Minore, accanto al luogo dove sorgeva il Fratello Maggiore, oggi distrutto: da qui la vista abbraccia tutta la val Polcevera fino al santuario della Madonna della Guardia.
- Forte Diamante, a circa 660 metri di quota secondo la guida del Comune, il più alto e il più interno dei forti genovesi. Nel 1800 ospitò truppe napoleoniche assediate dagli austro-piemontesi; abbandonato dal 1914, è stato in parte ristrutturato nel 2005, ma l'accesso all'interno non è consentito.
Intorno al Fratello Minore e al Diamante si riconoscono anche i resti di alcune neviere, le buche dove un tempo si conservava la neve trasformata in ghiaccio da portare in città.
Il ritorno e le varianti del percorso
Dal Diamante si scende verso est su un sentiero evidente ma poco segnalato, fino alla sterrata di via delle Baracche, vicino al valico di Trensasco. Da lì, verso sud, si torna allo Sperone tra castagni e prati; dall'alto si vede il tracciato del trenino di Casella. Per rientrare al Righi senza camminare sull'asfalto si può seguire il sentiero sul lato esterno delle mura, accanto al Castellaccio.
La guida del Comune di Genova divide l'escursione in due parti: il tratto dal Righi allo Sperone richiede da una a due ore, l'anello verso il Diamante e ritorno circa 9 chilometri e tre o quattro ore, a seconda del passo. Chi vuole risparmiare la salita può usare la ferrovia Genova-Casella, che parte da piazza Manin e ferma a Trensasco, ai piedi del Diamante.
Per chi ha più tempo esiste anche il Sentiero delle Fortificazioni, circa 30 chilometri segnati con placchette "I forti di Genova", che collega tutti i forti da corso Italia a Sampierdarena e si può percorrere a tappe. Chi ama i cammini lunghi trova altre idee nel nostro articolo sui nuovi percorsi del Sentiero Liguria.
Consigli pratici per i forti di Genova d'estate
In estate i crinali del parco sono esposti al sole e l'ombra si trova soprattutto nei boschi intorno al Castellaccio e lungo via delle Baracche. D'estate il giro dei forti di Genova va programmato con margine: partenza al mattino, scorta d'acqua, cappello e scarpe con una buona suola, perché alcuni tratti sono sassosi e la discesa dal Diamante è ripida.
I forti sono in gran parte chiusi al pubblico e si ammirano dall'esterno; prima di partire conviene controllare eventuali aperture straordinarie o visite guidate. Nelle giornate più terse, guardando verso sud, si può scorgere persino la Corsica.
Chi poi vuole cambiare prospettiva può scendere verso levante e passeggiare sulla costa di Nervi: dai forti di Genova al mare, nella stessa giornata.





