Festival della Mente Sarzana 2026: tre giorni dedicati al fuoco
Si è chiuso ieri, domenica 6 settembre, il Festival della Mente Sarzana numero 23: tre giornate, da venerdì 4 a domenica 6, costruite intorno a una sola parola, "Fuoco". Il festival, nato per raccontare la creatività e la nascita delle idee, ha portato in città scienziati, storici, filosofi, scrittori e giornalisti, chiamati a leggere il tema da angolature molto diverse tra loro.
La manifestazione è promossa dalla Fondazione Carispezia e dal Comune di Sarzana, con il sostegno di Crédit Agricole Italia e Segno Verde, ed è diretta da Benedetta Marietti. Il programma annunciato contava 34 eventi più un bis, una serie di appuntamenti per bambini e ragazzi e il palinsesto dell'extraFestival, con oltre 50 protagonisti. Dietro le quinte, 250 volontari arrivati da università e scuole del territorio.
Che sarebbe stata un'edizione molto partecipata si era capito già a inizio agosto, quando diversi incontri risultavano esauriti con un mese di anticipo. Per chi non è riuscito a entrare, il sito ufficiale resta il punto di riferimento per i materiali dell'edizione e per le notizie sulla prossima.
Il fuoco come filo conduttore del Festival della Mente Sarzana
Scegliere il fuoco come tema significava parlare di energia, distruzione, passione, memoria e tecnica. Il programma ha tenuto insieme tutte queste letture, passando dalla preistoria all'intelligenza artificiale, dalla geologia alla letteratura, dal Medioevo alla geopolitica contemporanea.
L'apertura di venerdì 4 è stata affidata al teologo e filosofo Paolo Benanti, con la lectio magistralis "Custodire il fuoco. Tecnica, potere e futuro nell'età dell'intelligenza artificiale". Un titolo che rimanda al fuoco rubato agli dei e lo usa come chiave per interrogarsi su chi governa oggi le tecnologie più potenti. I posti per la serata inaugurale erano esauriti da settimane.
Gli incontri più attesi: Barbero, Benanti e la scienza
Tra i nomi più seguiti c'era, come spesso accade a Sarzana, lo storico Alessandro Barbero, protagonista di un doppio appuntamento su San Francesco e il fuoco, sabato 5 e, in replica, domenica mattina in Piazza Matteotti. Secondo La Nazione i 1.600 posti complessivi dei due incontri erano stati venduti in pochissimo tempo, e l'appuntamento della domenica mattina è stato proposto anche in streaming.
La scienza ha avuto uno spazio importante nel Festival della Mente Sarzana di quest'anno:
- Roberto Battiston, domenica 6, con "Energia: una storia di creazione e distruzione";
- Paola Bonfante, venerdì 4, con "Piante: fuoco, terra, umani";
- Enza Elena Spinapolice, sabato 5, dai primi fuochi accesi dall'uomo fino alla bomba atomica;
- Sara Barsotti e Leonardo Piccione, con un incontro dedicato alla geologia;
- Michela Matteoli, tra i nomi legati alle neuroscienze.
Accanto a loro, lo psichiatra Vittorio Lingiardi ha parlato di relazioni masochiste in "Soffrire a fuoco lento", mentre Alessandra Carati e Giuliana Mazzoni hanno messo a confronto neuroscienze e letteratura in "Il fuoco della memoria".
Storia, letteratura e attualità
La storia è passata da Cartagine, raccontata da Eve MacDonald, al Medioevo di Beatrice Del Bo con "Fuoco e fiamme. Un ardente Medioevo", fino alla figura di Giovanna d'Arco, al centro del dialogo tra Fernanda Alfieri e Valeria Parrella. Paolo Pecere e Matteo Nucci hanno riportato il pubblico al mondo antico.
Per la letteratura e le arti erano in programma, tra gli altri, Melania Mazzucco, Geoff Dyer con Giulio Silvano e il regista Davide Ferrario. L'attualità ha avuto le voci di Mario Calabresi, di Vittorio Emanuele Parsi sulla geopolitica e di Francesca Mannocchi con Francesco Battistini sul racconto della guerra. Non è mancata la musica, con la conferenza-concerto di Piero Maranghi e del pianista Giovanni Bertolazzi e gli spettacoli con Anna Della Rosa, Rodrigo D'Erasmo, Vasco Brondi e Federico Dragogna.
Il programma ha subito un solo cambiamento di rilievo: il 28 agosto l'organizzazione ha comunicato l'annullamento di un incontro, sostituito da un nuovo appuntamento.
Sarzana e il Festival della Mente Sarzana, un legame che cresce
Ventitré edizioni hanno fatto del festival uno degli appuntamenti culturali più riconoscibili della Liguria di levante. Il centro storico, tra Piazza Matteotti e il Teatro degli Impavidi, per tre giorni diventa un unico spazio di ascolto, dove gli incontri proseguono idealmente nelle strade e nei locali del centro.
È lo stesso pubblico che negli ultimi anni ha riempito le sale per le grandi mostre in città, come quella dedicata a Giorgio de Chirico a Sarzana. E il modello dei festival di parola funziona bene in tutta la regione, dal Festival della Comunicazione di Camogli al Festival della Scienza di Genova.
Come restare aggiornati
Chi vuole rivedere o riascoltare gli incontri, o tenersi pronto per l'edizione 2027 del Festival della Mente Sarzana, può seguire il sito ufficiale del Festival della Mente, dove l'organizzazione pubblica programma, notizie, biglietteria e materiali delle edizioni passate.
Un consiglio pratico per il prossimo anno: i biglietti degli incontri più richiesti vanno via in fretta, quindi conviene tenere d'occhio la data di uscita del programma, che di solito arriva in estate, e muoversi appena si apre la vendita. Sarzana, intanto, resta una buona meta anche a settembre inoltrato, tra il centro storico, le fortezze e la vicina Val di Magra.





